Osservazioni sullo schema di regolamento del ministro della giustizia recante “regolamento recante disposizioni per il conseguimento e mantenimento del titolo di avvocato specialista a norma dell’art. 9 della legge del 31.12.2012 n. 247”[1].Alma Tarantino

PREMESSA:

L’art. 9 della legge 247 del 2012 recante la nuova disciplina della professione forense ha introdotto la “possibilità di ottenere e mantenere il titolo di avvocato specialista all’esito di un percorso formativo almeno biennale organizzato presso le facoltà di giurisprudenza o per comprovata esperienza nel settore di specializzazione”.

È di poi rimesso ad “un regolamento del Ministero della giustizia adottato a norma dell’art. 1 della legge n. 247/2012 il compito di stabilire le modalità di svolgimento dei percorsi formativi nonché di fissare i parametri e criteri sulla base dei quali valutare l’esercizio assiduo, prevalente e continuativo dell’attività professionale nell’ambito di uno specifico settore di competenza tale da integrare il presupposto della comprovata esperienza nell’area di specializzazione. L’art. 9 prevede che l’attribuzione del titolo di specialista a seguito di positiva valutazione in ordine all’effettivo possesso dei requisiti appena richiamati spetti in via esclusiva al CNF ente altresì legittimato a revocare il titolo.. Il conseguimento del titolo non comporta alcuna riserva di attività professionale” [2].

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