Weekly News 04.02.2019

  • Il generalizzato sell-off che si è materializzato nel corso dell’ultimo trimestre del 2018 ha consentito ai mercati di andare a “prezzare” il forte deterioramento congiunturale che nel corso del prossimo biennio si ipotizza possa avere un impatto negativo sull’entità delle crescite economiche e sull’entità dei tassi di crescita dei profitti societari. I livelli di ipervenduto raggiunto a fine anno, unitamente alla corale negatività del sentiment prevalente fra gli operatori, hanno però consentito ai mercati stessi, come sovente avviene, di intraprendere un rimbalzo delle quotazioni che potrebbe non essersi ancora totalmente esaurito ma che non dovrebbe essere in grado, per il momento, di ripristinare quel quadro generale, coralmente rialzista, che risultava prevalente fino a qualche mese addietro.
  • Sul mercato americano, l’improvvisa disponibilità manifestata dalla Fed a procrastinare nel tempo un percorso di restrizione monetaria che sembrava ineluttabile ha permesso al mercato di recuperare velocemente quanto perso durante il mese di dicembre. L’indice S&P 500 potrebbe essere in grado di recuperare ancora un centinaio di punti ma l’area 2.800 potrebbe non essere già più compatibile con l’attuale quadro macroeconomico sempre che non si raggiunga un soddisfacente accordo USA / CINA in tema di tariffe doganali.
  • In merito al mercato azionario dell’Eurozona, le particolari difficoltà in cui versa l’economia europea nell’attuale contesto congiunturale rischia di rendere più problematico il recupero dell’indice Eurostoxx 50 che trova forti ostacoli in corrispondenza delle quote 3.230 e 3.290.
  • Sul Mercato domestico l’indice FTSE MIB, una volta riuscito a recuperare l’importante livello di 18.500 punti che inizialmente era stato violato in modo preoccupante, si è riportato sulla prima significativa resistenza di 19.660 punti. La conferma del clima recessivo che ha colpito l’economia italiana potrebbe ora rendere difficile il superamento di questo livello ma in ogni caso improponibile il superamento del successivo in quota 20.200.
  • In merito al mercato valutario, il Dollar index sembrerebbe aver inaugurato una fase di debolezza in grado di portare il rapporto di cambio €/$ verso 1,18.

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