Weekly News 07.01.2019

  • L’”evento traumatico” che non avrebbe dovuto concretizzarsi, ossia la rottura ribassista dei livelli di supporto “critico” di quota 2.580 punti per l’indice S&P 500 e di quota 6.900 punti per l’indice Nasdaq alla fine si è materializzato. La circostanza ci appare di indubbia rilevanza poiché comporta il passaggio, anche da parte degli indici statunitensi più rilevanti, ad una condizione di conclamata tendenza ribassista già da tempo prevalente sui principali mercati azionari. La rottura di questi importanti livelli di supporto statico ha peraltro di poco preceduto due “eventi fondamentali” che in qualche modo confermano l’attuale “difficoltà” del quadro macro e cioè la caduta, inaspettata, dell’indicatore ISM manifatturiero USA a quota 54,1 (da 61,3 dell’agosto scorso) e soprattutto il profit warning di Apple a causa delle difficoltà oramai evidenti derivanti dal rallentamento economico cinese o quanto meno da un maggior nazionalismo negli acquisti dei consumatori cinesi a fronte delle dispute commerciali USA/Cina.
  • A completare il quadro negativo per i mercati azionari globali si aggiunge la rottura ribassista del livello di supporto “cardine” di 20.800 punti anche da parte dell’indice nipponico Nikkei 225, nonché l’ulteriore appesantimento negativo per i mercati cinesi (Shanghai ed Hong Kong) condizionati da una caduta dell’indicatore PMI-Caixin manifatturiero a 49,7 da 50,2 (49,8 per i nuovi ordini) e dalle riserve espresse da Baidù (maggior motore di ricerca cinese) in merito ad un raffreddamento più spinto della crescita economica cinese che potrebbe essere destinata a subire un taglio di 1 p.p. di PIL qualora le tariffe doganali USA dovessero essere alzate al 25% sulla totalità dell’export cinese verso gli USA.
  • In merito al mercato azionario dell’Eurozona, la perdita di quota 3.130 da parte dell’indice Eurostoxx 50 potrebbe spingere l’indice stesso verso i livelli minimi di 2.700 punti già raggiunti nel corso del 2016 mentre la perdita del livello di 18.500 punti da parte dell’indice domestico FTSE MIB, qualora non prontamente recuperata, potrebbe spingere l’indice inizialmente sul primo supporto di quota 17.400 ed eventualmente verso i 16.000 punti.
  • In merito al mercato valutario, i fattori che hanno determinato, nel corso del 2018, il rafforzamento della divisa USA (maggior forza economica, 4 rialzi dei tassi + 3 ulteriori rialzi attesi nel 2019) stanno lentamente evaporando, lasciando spazio ai fattori che nel corso del 2019 potrebbero, viceversa, determinarne un ridimensionamento (rallentamento economico, recessione dei profitti, 1 solo rialzo tassi a fronte di un superamento dei tassi negativi da parte della BCE).

download

Scarica il pdf