Weekly News 29.10.18

 

 La dinamica coralmente negativa di tutte le principali piazze azionarie mondiali sembra offrire una lettura improvvisamente recessiva circa l’evoluzione attesa della congiuntura economica globale ed un’interpretazione ribassista di quella che presumibilmente potrebbe essere la tendenza dei mercati azionari nel corso del prossimo anno.

 Il mercato azionario domestico (FTSE MIB), già da tempo in dinamica conclamatamente ribassista, ha già raggiunto un’area di supporto significativo in area 18500 punti, supporto risalente a febbraio 2017, che potrebbe ora consentire, solo qualora non ci fossero ulteriori appesantimenti da parte degli altri mercati di riferimento, di poter tentare un recupero verso i 20.000 punti (circostanza che qualora si verificasse rappresenterebbe semplicemente un semplice rimbalzo tecnico, dopo una caduta dell’indice prossima al 25% da maggio scorso, all’interno di un trend che sarebbe però destinato a rimanere ribassista).

 Se la caduta del mercato italiano poteva rappresentare un “unicum” giustificato dalle nostre fragilità economiche e politiche, la perdita del supporto di 3230 punti da parte dell’indice Eurostoxx 50 ci offre però un quadro negativo anche su tutta la dinamica attesa dell’economia europea.

 Significativa, al riguardo, la perdita, da parte dell’indice tedesco DAX, dell’importante supporto statico di quota 11800, violazione che inaugura, anche su questo mercato, un’ impostazione oramai chiaramente ribassista. Un indicatore ZEW a -24,7 in ottobre ed un valore di PMI a 52,3 (contro un valore di 63,3 a dicembre 2017) rappresentano elementi macroeconomici che certificano il rallentamento evidente della dinamica economica tedesca a fronte delle sanzioni alla Russia e delle tensioni commerciali USA-Cina.

 I mercati fino ad oggi più “resilienti” quali quello americano e quello giapponese stanno anch’essi sperimentando evidenti deterioramenti tecnici delle loro strutture grafiche che restano, per il momento, ancora rialziste fino alla eventuale violazione dei supporti statici collocati, rispettivamente, in corrispondenza di 2580 punti dell’indice S&P 500 e dei 20800 punti per l’indice Nikkei 225.

 Il rafforzamento del dollaro USA nei confronti dell’euro (+7% dall’inizio dell’anno), in scia alle attese di divergenza nelle rispettive politiche monetarie, non è stato sufficiente ad imprimere alla divisa USA un concreto impulso rialzista, lasciando aperta la possibilità che si possa instaurare una ulteriore fase di rafforzamento per la valuta americana. La perdita di quota 1,15 nei confronti dell’euro trova ora supporto in area 1,1285. Eventualmente violata anche questa quota il supporto successivo è posizionato in area 1,0850.

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