TAR Lombardia Milano,15 dicembre 2014

Sulla natura del provvedimento di diniego di iscrizione di un operatore economico alla c.d. White Liste ex art. 4 co. 3 del D.P.C.M. 18 ottobre 2011. Si tratta di una misura a carattere preventivo che prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali e può essere assoggettata al sindacato del giudice amministrativo solo sotto il profilo della logicità in relazione alla rilevanza dei fatti accertati. Il potere con essa esercitato è dunque espressione della logica di anticipazione della soglia di difesa sociale, finalizzata ad assicurare una tutela avanzata nel campo del contrasto alle attività della criminalità organizzata. 

 

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Consiglio di Stato, 5 dicembre 2014

Sulla dimostrazione dei requisiti di capacità tecnica negli appalti di servizi. L’eventuale prescrizione del bando che imponga ai concorrenti di documentare il pregresso svolgimento di servizi analoghi (ovvero non identici, ma sufficientemente simili) a quelli oggetto dell'appalto, deve intendersi giustificata dall'esigenza di acquisire conoscenza della precedente attività dell'impresa e, quindi, di accertare la sua specifica attitudine a realizzare le prestazioni oggetto della gara. La ratio sottesa alla succitata clausola del bando va individuata nel contemperamento tra l'esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche.

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Consiglio di Stato, 1 dicembre 2014

Sulla portata applicativa dell’art. 94, co. 4, del D.P.R. n. 207/2010 in materia di attribuzione pro quota ai consorziati dei requisiti maturati dal consorzio. La giurisprudenza interviene per tracciare il perimetro ermeneutico della richiamata disposizione. Viene sostenuto che qualora il consorziato abbia agito sì in nome del consorzio quale suo affidatario, ma comunque singolarmente senza l’apporto di altri consorziati, il primo potrà spendere i requisiti maturati per quel lavoro o per quel servizio affidatogli dal consorzio quali titoli di partecipazione ad altra gara pubblica.

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Consiglio di Stato, 25 novembre 2014

 

Sulla natura giuridica dell’informativa antimafia interdittiva. Essa costituisce espressione di una logica di anticipazione della soglia di difesa sociale e non postula l’accertamento in sede penale di uno o più reati che attestino il collegamento o la contiguità dell’impresa con associazioni di tipo mafioso. E in effetti, la misura può essere legittimata anche dal mero rilievo di elementi sintomatici che dimostrino il concreto pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’attività imprenditoriale.

 

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Consiglio di Stato, 17 novembre 2014

Sulla sussistenza di un onere dichiarativo in relazione al requisito di cui all'art. 38, comma 1, lett. c ), d.lgs. n. 163/2006 con riferimento al cessionario di azienda. La giurisprudenza torna sul tema sostenendo che sussiste un obbligo in tal senso anche per gli amministratori e i direttori tecnici che abbiano operato presso la cedente nell'ultimo anno anteriore all’indizione della gara. Fa eccezione a tale obbligo la dimostrazione della c.d. dissociazione ovvero la possibilità per il cessionario di comprovare l'esistenza di una completa cesura tra vecchia e nuova gestione, tale da escludere la rilevanza della condotta dei vertici del complesso aziendale ceduto.

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Consiglio di Stato, 11 novembre 2014

Sul risarcimento per equivalente nei contenziosi concernenti l’affidamento di pubbliche gare. Secondo la giurisprudenza non è ragionevole la condotta dell'impresa che immobilizza le proprie risorse in attesa dell'aggiudicazione di una commessa, o nell'attesa dell'esito del ricorso giurisdizionale volto ad ottenere l'aggiudicazione, posto che sarebbero molteplici le evenienze per cui potrebbe risultare non aggiudicataria della commessa stessa. Dunque, in mancanza di prova contraria, la giurisprudenza presume che l'impresa abbia comunque impiegato proprie risorse e mezzi in altre attività e, per tale ragione, tende a sottrarre al danno subito per la mancata aggiudicazione l'aliunde perceptum, calcolato in genere forfettariamente nella misura del 50%.

 

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Consiglio di Stato, 29 ottobre 2014

Sull’avvalimento interno e sulla portata applicativa dell’art. 49, comma 2, lett. g), del D. lgs. n. 163 del 2006, che prevede unregime probatorio e documentale semplificato in favore delle imprese appartenenti al medesimo gruppo societario. Secondo la giurisprudenza non sussiste un obbligo di stipulare con l’impresa appartenente allo stesso gruppo un contratto di avvalimento, con il quale l’impresa ausiliaria si obbliga a mettere a disposizione del concorrente le risorse necessarie per tutta la durata del contratto, essendo sufficiente una dichiarazione unilaterale attestante il legame giuridico ed economico esistente nel gruppo

 

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TAR Campania Napoli, 16 ottobre 2014

Sulla giurisdizione in materia di collaudo di opere pubbliche. Si tratta di tematica che esorbita dalla cognizione del giudice amministrativo, rientrando tali attività – prive di poteri autoritativi - nel contesto di un rapporto negoziale. In altri termini, secondo la giurisprudenza, il rapporto tra l’amministrazione e i componenti della commissione di collaudo si qualifica come locatio operis, ancorché resa in favore di un ente pubblico, con conseguente sussistenza della giurisdizione dell’A.G.O..  

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