TAR Campania – Salerno, 27 febbraio 2015

Sulla possibilità di avvalersi dell’attestazione di qualificazione o dell’iscrizione ad un albo specialistico di un altro operatore economico. Secondo la giurisprudenza, così come è consentito l’avvalimento per il requisito dell’attestazione della certificazione SOA deve ritenersi consentito effettuare l’avvalimento anche per l’iscrizione ad un albo specialistico, il quale presuppone la sussistenza di una specifica idoneità dell’operatore economico a svolgere una determinata attività. 

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Consiglio di Stato, 16 febbraio 2015

Il requisito della regolarità contributiva deve sussistere al momento di scadenza del termine di quindici giorni assegnato dall’ente previdenziale ex art. 31, co. 8 del D.L. 69/2013 conv. in L. 98/2013 all’operatore economico per la regolarizzazione della posizione contributiva. Secondo la giurisprudenza, in assenza dell’assegnazione di tale termine, il DURC negativo è irrimediabilmente viziato ed è quindi inidoneo a comportare l’esclusione dell’impresa cui è relativo, in quanto la violazione non può ritenersi definitivamente accertata.

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Consiglio di Stato, 2 febbraio 2015

Sulla decadenza dell’attestazione SOA in caso di presentazione, da parte dell’impresa, di documentazione non veritiera ai fini della qualificazione. La giurisprudenza interviene sulla tematica affermando il principio per cui, in tali ipotesi, il ritiro dell’attestazione rilasciata sulla base di documenti riconosciuti come falsi costituisce conseguenza necessaria anche nelle ipotesi in cui venga accertata la non imputabilità all'impresa delle false dichiarazioni.

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Consiglio di Stato, 27 gennaio 2015

Sulla dichiarazione di un solo legale rappresentante della società concorrente. Prima la giurisprudenza (A.P. n. 16/2014), poi la norma (art. 39 del d.l. n. 90 del 2014, convertito nella legge n. 114 del 2014), hanno affermato la possibilità, per il rappresentante legale, di formulare la dichiarazione ex art. 38 del d.lgs. n. 163 del 2006 anche nei riguardi degli amministratori abilitati ad agire in nome e per contro dell’impresa, chiarendo, fra l’altro, che la circostanza non si pone in contrasto con l’art. 45 della direttiva 2004/18/CE. 

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Consiglio di Stato, 20 gennaio 2015

Sulle conseguenze della carenza o incompletezza delle dichiarazioni autocertificative rese dai concorrenti in ordine al possesso dei requisiti soggettivi. Alla luce della sopravvenuta norma contenuta nel d.l. 90/2014, la giurisprudenza ha inteso fornire una soluzione meno formalistica ad alcuni problemi applicativi escludendo, da un lato, ogni spazio di ammissibilità a dichiarazioni “generiche” concernenti persone non identificate né identificabili. Dall’altro lato, sono state invece ritenute conformi al canone normativo della dichiarazione autocertificativa le eventuali attestazioni relative a soggetti non compiutamente identificati, ma agevolmente identificabili dall’Amministrazione attraverso l’accesso a registri o banche dati.

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TAR Toscana, 13 gennaio 2015

Sulla differenza tra raggruppamento temporaneo di imprese e cooptazione. La giurisprudenza chiarisce che l’istituto della cooptazione è preordinato a consentire che imprese minori siano associate ad imprese maggiori e che, in questo modo, le prime maturino capacità tecniche diverse rispetto a quelle già possedute. Di conseguenza, non è possibile una commistione tra raggruppamento e cooptazione posto che le imprese cooptate non possono acquistare lo status di contraente né acquistare alcuna quota di partecipazione all'appalto.

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Consiglio di Stato, 22 dicembre 2014

Sulle giustificazioni rese dal concorrente in sede di giudizio sull’anomalia dell’offerta. Secondo la giurisprudenza sono consentite modifiche alle giustificazioni o giustificazioni sopravvenute nonché aggiustamenti fondati su sopravvenienze di fatto o normative. Il limite è che esse non si traducano in modifiche sostanziali o della logica complessiva dell’offerta tali da ledere la par condicio tra i concorrenti.

 

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